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R-I-N-G-S ETC...Gioielli Artistici Contemporanei. di Barbara Uderzo
BARBARA UDERZO > gioielli
artistici contemporanei
Stefania Portinari
La
mela rossa che ammicca tra la (finta) panna stesa su un anello non è
un monile per Biancaneve. Tutt’al più ha qualcosa a che fare
con la fantascienza e con le gelatinose e agglutinanti pretese di quella
essenza informe che dava il titolo ad un cult movie di fine anni Cinquanta:
Blob Rings è infatti il nome di una serie di gioielli della designer
vicentina Barbara Uderzo, che dopo aver frequentato l’Accademia di Belle
Arti di Venezia si è dedicata a questo settore molto rischioso
e molto femminile. Le sue invenzioni, idee da far venire l’invidia alle
matrigne cattive e alle produzioni standardizzate di un mercato orafo
senza emozioni ironiche, giocano su un immaginario non solo pop, ma
anche meditato e delicato. Sulle circonferenze degli anelli con inserti
in plastica si accampano reliquie del quotidiano, da animaletti in vetro
di Murano a campanellini e tazzine di bambola, pietre e piume, ma in
altri c’è posto per riflessioni serafiche e seriose sulle essenze
ossee delle nostre vertebre o forse su quelle di dinosauri perduti,
idee che dal 1992 danno forma ai Deinos Rings. Come cita il loro nome,
questi anelli “terribili” hanno conformazioni organiche primordiali
e dimensioni importanti ma sono superleggeri grazie al procedimento
di realizzazione in elettroformatura in argento e non limitano i movimenti
delle dita. Loro compari sono gli Snark Rings che come lo strano essere
del libro di Lewis Carroll hanno forme fluide e magmatiche ma si vantano
di una placcatura in oro giallo, parenti comunque degli scontri visivi
inediti negli Splash Rings tra cui compaiono pure pendenti e posate
in pezzi unici o multipli per realizzare “splash di materia preziosa
sul corpo”.
Barbara Uderzo è una signora degli anelli
sognatrice e gentile che crea anche collane come Catene Rocciose e conosce
però bene il suo lavoro, che ha approfondito con studi specifici
ed esperienze pratiche in ditte orafe. Oltre a sperimentare nel suo atelier
di Creazzo, dove vive circondata dal bestiario poco feroce dei suoi totem
personali sotto forma di sculture di rane paciose, tiene collaborazioni
didattiche, lavora con importanti gallerie di settore come la V&V di
Vienna e la Marijke Studio di Padova e allestisce mostre anche all’estero,
dall’Austria all’Ungheria, dalla Spagna alla Germania.
Il suo è un gioco serio che crea uno spiazzamento
prezioso ora innocente ora smaliziato, in un work-in-progess attraverso
lo studio di forme che mutano in cui c’è sempre racchiuso un sentimento.
Da una idea concettuale del progetto procede verso la manipolazione delle
sostanze, per scoprire organicità e tattilità del materiale,
per valutarne il rapporto col corpo, sconfinando nella body art e
nell’arte pura. Tali sono le sue ultime realizzazioni, gli anelli-candela
Candy Candel Rings che se in parte risultano gli eredi di precedenti tenere
montature in zucchero e praline vere, hanno un’anima di stoppini e un corpo
in cera profumata che sciogliendosi cola lasciando lo scheletro di una
veretta in argento massiccio. Senza pretendere l’anello incantato, da lei
anche il più eccentrico dei botanici può trovare un anello
di fidanzamento: i Succulent Rings sono una famiglia di microsculture in
legno da dito o da appoggiare a un supporto piano che alloggiano piccole
piante grasse, con l’unica accortezza di ricordarsi di annaffiarle perché,
in questo caso, l’anello è “vivo”!