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R-I-N-G-S ETC...Gioielli Artistici Contemporanei. di Barbara Uderzo


Introduzione della mostra:
PRESENZE FEMMINILI”, Basilica Palladiana “LAMeC” VICENZA (07.03/21.04)

BARBARA UDERZO > gioielli artistici contemporanei

BLOB ringsLa mela rossa che ammicca tra la (finta) panna stesa su un anello non è un monile per Biancaneve. Tutt’al più ha qualcosa a che fare con la fantascienza e con le gelatinose e agglutinanti pretese di quella essenza informe che dava il titolo ad un cult movie di fine anni Cinquanta: Blob Rings è infatti il nome di una serie di gioielli della designer vicentina Barbara Uderzo, che dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia si è dedicata a questo settore molto rischioso e molto femminile. Le sue invenzioni, idee da far venire l’invidia alle matrigne cattive e alle produzioni standardizzate di un mercato orafo senza emozioni ironiche, giocano su un immaginario non solo pop, ma anche meditato e delicato. Sulle circonferenze degli anelli con inserti in plastica si accampano reliquie del quotidiano, da animaletti in vetro di Murano a campanellini e tazzine di bambola, pietre e piume, ma in altri c’è posto per riflessioni serafiche e seriose sulle essenze ossee delle nostre vertebre o forse su quelle di dinosauri perduti, idee che dal 1992 danno forma ai Deinos Rings. Come cita il loro nome, questi anelli “terribili” hanno conformazioni organiche primordiali e dimensioni importanti ma sono superleggeri grazie al procedimento di realizzazione in elettroformatura in argento e non limitano i movimenti delle dita. Loro compari sono gli Snark Rings che come lo strano essere del libro di Lewis Carroll hanno forme fluide e magmatiche ma si vantano di una placcatura in oro giallo, parenti comunque degli scontri visivi inediti negli Splash Rings tra cui compaiono pure pendenti e posate in pezzi unici o multipli per realizzare “splash di materia preziosa sul corpo”.
Barbara Uderzo è una signora degli anelli sognatrice e gentile che crea anche collane come Catene Rocciose e conosce però bene il suo lavoro, che ha approfondito con studi specifici ed esperienze pratiche in ditte orafe. Oltre a sperimentare nel suo atelier di Creazzo, dove vive circondata dal bestiario poco feroce dei suoi totem personali sotto forma di sculture di rane paciose, tiene collaborazioni didattiche, lavora con importanti gallerie di settore come la V&V di Vienna e la Marijke Studio di Padova e allestisce mostre anche all’estero, dall’Austria all’Ungheria, dalla Spagna alla Germania.
Il suo è un gioco serio che crea uno spiazzamento prezioso ora innocente ora smaliziato, in un work-in-progess attraverso lo studio di forme che mutano in cui c’è sempre racchiuso un sentimento. Da una idea concettuale del progetto procede verso la manipolazione delle sostanze, per scoprire organicità e tattilità del materiale, per valutarne il rapporto col corpo, sconfinando nella body art e nell’arte pura. Tali sono le sue ultime realizzazioni, gli anelli-candela Candy Candel Rings che se in parte risultano gli eredi di precedenti tenere montature in zucchero e praline vere, hanno un’anima di stoppini e un corpo in cera profumata che sciogliendosi cola lasciando lo scheletro di una veretta in argento massiccio. Senza pretendere l’anello incantato, da lei anche il più eccentrico dei botanici può trovare un anello di fidanzamento: i Succulent Rings sono una famiglia di microsculture in legno da dito o da appoggiare a un supporto piano che alloggiano piccole piante grasse, con l’unica accortezza di ricordarsi di annaffiarle perché, in questo caso, l’anello è “vivo”!

Stefania Portinari