Breve presentazione del mio curriculum professionale
Ho
sviluppato il mio lavoro di ricerca sul gioiello sia in ambito artistico
che in quello dell’industrial design. Per quanto riguarda la sperimentazione
e la creazione di pezzi unici collaboro da oltre dieci anni con importanti
gallerie del settore, quali la “V&V” di Vienna e la “Marjike studio”
di Padova.
Il mio percorso formativo per arrivare al gioiello
non è stato diretto; ho frequentato l’accademia di belle arti di
Venezia (sezione pittura).
Da sempre interessata all’arte, soprattutto contemporanea,
e in seguito al design, ho iniziato quindici anni fa con un corso sull’oreficeria
a cui sono seguiti altri corsi specifici del settore rivolti più
alla produzione industriale, e fin da allora, ho utilizzato e sviluppato
le conoscenze acquisite in quest’ambito, rielaborandole in modo personale,
nella mia ricerca artistica sul gioiello.
Nel corso degli anni si è così
costruita la mia formazione orafa: ho una approfondita conoscenza dei procedimenti
di realizzazione del gioiello, non solo artigianali (il lavoro a banco),
ma anche di tecniche produttive solitamente utilizzate in ambito industriale,
quali ad es. l’elettroformatura*.
(>deinos,snark e splash rings, sono realizzati
grazie a questa tecnica.)
L’ambito in cui si sviluppa il mio lavoro creativo
non è circoscritto all’oreficeria perché utilizzo materiali
differenti anche e soprattutto non preziosi (per cui anche la mia formazione
non si può definire puramente orafa) alcune collezioni sono infatti
realizzate in legno > succulent rings, in plastica > blob rings, in acciaio
> imprinting ).
E’ fondamentale per me lavorare con forme che
abbiano un contenuto, perché il valore del gioiello non risiede
nella preziosità del materiale, e nemmeno nell’esecuzione manuale
ma soprattutto nel significato progettuale di ciò che si fa.
*elettroformatura = procedimento di elettrodeposizione
del metallo in lega su un modello in cera –che in seguito viene eliminato.
Tecnica che permette di ottenere anche forme complesse mantenendo sottili
spessori e quindi pesi
contenuti.
Barbara Uderzo
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